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    Fonte: Medicina Naturale, XV, 1: 14
    Gennaio 2005


    La ricerca conferma:
    ci sono chiare evidenze
    dell'efficacia dell'omeopatia


    Su invito dell'European Committee for Homeopathy, che rappresenta 33 associazioni di medici omeopatici in 24 paesi europei, dieci docenti universitari di livello internazionale nel campo della ricerca biomedica, a metà del novembre scorso, si sono incontrati a Bruxelles per tre giorni per discutere il risultato delle loro ricerche.


    Il primo dato emerso da questo confronto è che tali risultati vanno nella medesima direzione, in particolare quella di confermare che ci sono chiare evidenze dell'efficacia dell'omeopatia. Unanime, anche il rincrescimento espresso per la mancata presa d'atto di questi risultati da parte delle autorità sanitarie.


    La validità dell'omeopatia emerge chiaramente dagli studi sulla qualità della vita e sulla comparazione dei costi-benefici. Ma anche alcuni studi convenzionali in doppio cieco mostrano l'efficacia dell'omeopatia per certe patologie (artrite reumatoide, rinite allergica). Da almeno due studi, invece, emerge che l'omeopatia è efficace nel trattamento di asma, diarrea nei bambini, fibromialgia, influenza, dolori, effetti collaterali di terapie con i raggi X.


    Risultati positivi sono anche stati riscontrati per ansia, iperattività, coliti, mal di testa, sintomi premestruali e artriti. Risultati positivi molto incoraggianti, inoltre, si possono citare anche per la sindrome della "stanchezza cronica", la malattia di Crohn e l'eczema.


    La cosa importante, hanno sottolineato i ricercatori convenuti all'incontro, è capire il meccanismo d'azione dell'omeopatia e molti lavori in questa direzione sono stati avviati nei laboratori universitari. La pubblicazione di questi studi ha portato alla conclusione che le alte diluizioni hanno effetti che possono essere riprodotti e che se ne possono determinare le condizioni di efficacia.


    In seguito a questi risultati non possono sussistere dubbi sull'azione specifica dei rimedi omeopatici. Più in generale, i partecipanti hanno rilevato che, poiché la chimica molecolare non consentiva di capire l'azione dell'omeopatia, è stato necessario convincere i fisici a studiare i suoi rimedi. I primi risultati di questi studi dicono che informazione è la parola chiave per qualunque tipo di spiegazione dei meccanismi di funzionamento dei rimedi omeopatici.


    Di qui la considerazione che è necessario un nuovo paradigma scientifico in grado di capire la vita: la farmacologia informazionale, infatti, permetterebbe di capire non solo i meccanismi di funzionamento dell'omeopatia, ma anche un grande numero di altre funzioni naturali che al momento non hanno spiegazioni.


    __________ Informazione NOD32 1.996 (20050210) __________

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