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le umili basse potenze

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  • le umili basse potenze

    Quale logica guida la scelta di una potenza in omeopatia?

  • #2
    Ciao Sil...dopo tanto tempo!
    Le prime tre cose che mi vengono in mente dopo aver letto il tuo quesito sono:

    1)il tipo di malattia (epidemico o ad andamento cronico)

    2) la presenza più o meno forte di sintomi mentali

    3) la forza "vitale" di una persona (che comprende oltre allo stato generale di salute anche l'età)

    E' corretto? Ci sono altri elementi di valutazione?

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    • #3
      sì anche secondo me è così,e naturalmente tutte queste considerazioni sono a loro volta aspetti di cui tener conto globalmente.La mia domanda per la verità scaturiva anche da una osservazione,cioè dal fatto che ho notato che dando una bassa potenza di un rimedio,secondo un approccio di tipo unicista,ho ottenuto dei risultati molto evidenti anche su aspetti "mentali".Mi chiedo cioè se non sarebbe corretto partire sempre comunque con le basse potenze...

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      • #4
        Bene, riflettendoci il discorso mi sembra molto più complesso: tendenzialmente anche io sono portata all'utilizzo delle basse potenze...prima di tutto perchè non sono omeopata e quindi lascio al medico l'utilizzo delle "alte", in secondo luogo perchè ho verificato anch'io l'efficacia delle "basse" in situazioni in cui venivano prescritte più alte diluizioni.
        Ad esempio mi sono trovata a dover curare i gatti che tempo fa hanno deciso di adottarci (siamo una di quelle "felici" famiglie che possiedono un giardino...cosa che comporta spesso l'adozione di trovatelli). Il veterinario mi aveva dato come regola generale l'utilizzo della 30 ch (e alcuni libri di omeopatia veterinaria da me letti consigliavano l'uso di potenze dalla 30 in su). Probabilmente tale suggerimento è legato alla "forza vitale" degli animali, generalmente - credo - molto più alta che nell'uomo.
        Ma io ho voluto inizialmente provare con le diluizioni più basse (5 o 6), in quanto mi sentivo più sicura...e fin'ora tutte le malattie affrontate (una mastite da allattamento, un'otite, una forma influenzale, una congiuntivite) si sono rapidamente risolte.
        Inoltre mi sembra di poter affermare che tutte le malattie, anche quelle considerate acute, presentino sintomi mentali (disperazione, paura, indifferenza...)che vengono immediatamente alleviati dalla prescrizione del giusto rimedio in bassa potenza.

        Ritengo che le alte potenze debbano essere utilizzate per raggiungere in "profondità" lo squilibrio che si è creato nell'organismo (e con organismo intendo anche la mente), uno squilibrio che per essere "profondo" deve perciò essere stato causato da eventi lontani nel tempo,o da comportamenti ripetuti nel tempo (ad esempio scorrettezze alimentari prolungate) o ancora scatenato da situazioni troppo forti e dolorose (un divorzio, un lutto, ma forse anche il trasloco in un'altra città).
        Potrebbe essere "soppressivo", in questi casi (e molti omeopati unicisti lo affermano e lo scrivono) l'utilizzo di rimedi a bassa potenza, diretto a eliminare sintomi o disturbi che hanno un origine ben più profonda. Questa è stata un'esperienza, tra l'altro, da me vissuta personalmente: mi sono stati prescritti in passato dei rimedi in bassa potenza che hanno curato la "malattia", ma che mi hanno portato ad un peggioramento generale sia mentale che fisico. Il rimedio successivamente prescrittomi in alta diluizione ha "riportato a galla" il disturbo precedentemente "curato", che è però sparito nuovamente dopo un certo lasso di tempo, dopo il quale ho visto anche un netto miglioramento della situazione generale, sia fisica che mentale.

        Un discorso a parte, ancora, mi sembra lo meriti la capacità di alcuni rimedi di agire in alta potenza o la differenza di azione di un rimedio a seconda che lo si utilizzi a bassa, media od alta diluizione: penso a rimedi con azione "centrifuga" come hepar sulfur o silicea che hanno in sè la capacità di "far suppurare" o di far "abortire" una suppurazione a seconda della potenza utilizzata...
        Mi piacerebbe conoscere opinioni ed esperienze degli altri amici del forum
        A presto

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        • #5
          ...a dire la verità,dany, ho fatto una ricerca sui miei testi e...bè..non ho trovato una risposta che io ritenga soddisfacente a riguardo la scelta della potenza.Credo che non si possa assolutamente affermare che le basse potenze siano innocue (ed infatti l'"umili"era un pò ironico)così come non lo sono assolutamente le alte.Un medico omeopata di mia conoscenza una volta affermò che si poteva dare pure tranquillamente una alta potenza, piochè,trattandosi di rimedi vibrazionali, tutt'al più se il rimedio era sbagliato non avrebbe vibrato alla stessa lunghezza d'onda del paziente.Io credo, col senno di poi e sopratutto con l'esperienza di poi, che Hahneman si sarebbe rigirato nella tomba se avesse potuto sentire una cosa del genere!
          D'altra parte ,l'uso di un rimedio omeopatico è relativo ai sintomi ed alle caratteristiche,e l'eventuale errore di prescrizione va attribuito all'aver dato più importanza ad un aspetto piuttosto che ad un altro: ma la scelta della potenza, bassa o alta, come si valuta in base ad una ipotetica scala di forza vitale?
          Non pensi che se un soggetto è molto sensibile,possa rispondere bene ad una bassa così come ad una alta potenza dello stesso rimedio,indipendentemente alla diluizione, perchè quel rimedio si avvicina maggiormente, oppure è, il suo simillimum?
          Se vai a vedere qui sui forum,quelli archiviati in lingua inglese, troverai un bel pò di materiale che dà origine a molte riflessioni a riguardo...ma a nessuna certezza...e certamente, mi viene da pensare che anche nella scelta della potenza,non semplicemente del rimedio,va individuata l'ARTE (Ars Medica), intesa come una capacità di comprensione davvero globale della persona che stiamo curando (aiutando a guarire)...che ne pensi?
          saluti,silvia

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          • #6
            ...Penso che l'ARTE è un qualcosa di impalpabile ed indefinibile. Ed è forse proprio questa difficoltà di definire confini, ambiti e modi di applicazione che rende diffidenti molte persone nei confronti dell'omeopatia. Mi sembra che l'intuito e la capacità di penetrazione dell'omeopata nello studio dell'individuo giochino un ruolo molto alto, e chi non ha provato direttamente gli effetti benefici di questa medicina abbia difficoltà di non poco rilievo nell'affidarsi...
            A parte queste considerazioni, ritengo che il rimedio "più simile" certamente debba agire comunque, ma a quale livello di profondità e di durata? (mi riferisco alle "basse" potenze più comunemente utilizzate, cioè 5 o 6 ch).
            Il discorso della durata nell'efficacia del rimedio, mi sembra altrettanto affascinante...non trovi?
            La mia sempre piccola e limitata esperienza mi ha portato alla conclusione che un rimedio in bassa potenza ha un'efficacia limitata nel tempo e che basti la sua sospensione per vedere regredire eventuali sintomi prodotti dal rimedio stesso (che non era evidentemente quello giusto). Diverso mi sembra il discorso delle alte potenze, il cui uso improprio può produrre sintomi anche molto forti, la cui eliminazione è possibile solo antidotando il rimedio stesso...
            Per questo le "umili" basse potenze mi sembrano più sicure in un utilizzo "domestico", ma non ho mai potuto sperimentare di persona la loro efficacia in situazioni di profondo squilibrio ed in presenza di forti sintomi mentali.
            Tu o qualcuno del forum (se c'è qualcuno che sta leggendo la nostra discussione) hai/avete avuto esperienze di tipo diverso?

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